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giovedì 20 ottobre 2016

Se hai capito il tango

te lo hanno spiegato male.

A Buenos Aires.

Ci sono le mirade supersoniche,
che viaggiano traiettorie chilometriche,
passando la membrana cerebrale,
ti chiedon “balli?” e il codice fiscale.
Ogni tanguero tiene la sua mesa,
che con i coccodrilli vien difesa,
se la tramandan da generazioni,
in marmo son scolpite le incisioni.
La ronda gira come un carosello
e per entrare passi dal tornello,
chiedi permesso, poi ti metti in lista,
e a fine tanda ti ritrovi in pista.
La gente beve mate senza posa,
fernet con cola e grappa con gazzosa,
nell’aranciata puoi trovarci il vino,
e lo stravecchio piace col crodino.
Il tango é un movimento culturale,
si fa all’asilo, all’ ITI e al magistrale,
ci son massoni, pure un sindacato
e il Nobel fra due anni é assicurato.
Si va in milonga per conoscer gente,
non ci son piante, bestie quasi niente,
ti accolgon coi sorrisi e coi festoni,
son tutti allegri, son tutti amiconi.

mercoledì 7 settembre 2016

Intervista a Iolanda: “il tango mi ha cambiato la vita e le puppe”.

Articolo estratto dalla Tanzetta , ex Gazz’e’tango, n IV c.m., A.D. XXL, citofonare ore pasti. 

Ho iniziato a ballare al tango per il mio ragazzo Arfio, volevo fargli una sorpresa. Gli dicevo che andavo a un corso di a cucito e invece andavo a fare al tango. Purtroppo un giorno si é rovinatolo la sorpresa chiedendomi di mostrargli le mie arti ricamatorie, “ dopo 5 anni di corso lo sai rammendare un cazzo di calzino…?” dissemi. Non sapendo che fare glielo tappai con un tacco 9. Ancora non ho capito perché mi abbia lasciata…forse perché nel frattempo anche lui per farmi una sorpresa per 5 anni ha seguito un corso di cucito dicendo che andava a tango? Fatto sta che ora grazie a me é sarto da Valentino…comunque peggio per lui, gli stavo preparando una coreografia di tango del ventre che levate! 
Il mio primo e unico maestro è Gallo Ciulantes, che ha un metodo speciale, ti impara a tango col metodo Ciecosky, che consiste in pratica che tutto é buio. 
Mi ha preso subito sotto la sua ascella protettiva: ogni giovedì vado a casa sua, quando la moglie c’ha Yoga che stiamo più concentrati, e mi attiva le “zone tanghere” coi polpastrelli dei diti. Dice che c’ho un sacco di blocchi che non fanno circolare i fluidi energetici tangueri, dice che se non faccio uscire i fluidi non sarò mai una brava tangara. Ogni tanto mi mostra come si fa a fare a fare uscire i fluidi, é molto scrupoloso e finché resta anche una sola goccia di fluido tanguero non si ferma. Dice che ho fatto dei progressi e se continuo così forse tra 3 anni potrò ballare anche a verticale .
Una volta l’ho visto il tango a verticale, per caso sono passata davanti a una balera tangara, era bellissimo, tutte quelle cose che facevano…chissà quanti fluidi buttati… 
Il mio maestro é generoso e a Natale m’ha fatto anche un regalo: due zinne nuove che dice che aiuta la postura, anzi ora che c’ho la quarta dice che mi farà praticare con altri maestri amici suoi, tutti formati col metodo Ciecosky. Non vedo l’ora, pure perché il fluido del mio maestro alla fine é un poco acido. Dice che insieme potremo fare grandi cose e che forse dovrei farmi un nome d’arte, tipo Lolanda. Ora devo andare che il Maestro m’aspetta, oggi vorrebbe introdurmi la sacada para atras. 

Ah dimenticavo: posso salutare mamma? Ciao mammà, visto dove sono arrivata col tango, che pure le interviste mi fanno ora con le zinne nuove?  quando torno a casa ti imparo un poco di tango pure a te e papa. 

Se il mondo.

Se il mondo mai arrivasse a venerdì,
ti porterei senz’atro a cena fuori,
tutto agghindato, col mazzo di fiori,
si va da Mario che c’ha un buon supplì.
Se il mondo si sciogliesse per malanno
sulla mia panza resteresti a galla,
potremmo navigar fino in Islanda,
o festeggiar coi Celti il capodanno.
Se il mondo decidesse di scoppiare,
farei un pallone grande con la gomma,
volando tra le stelle la tua gonna,
gli uccelli già li vedo cinguettare.
Se il mondo ci volesse un poco bene,
ci lascerebbe soli un minutino,
perché dopo gli sforzi che t’ho fatto,
ma che non me lo merito un panino?

sabato 9 luglio 2016

Tangonews.

SCIENZA: Ascoltare i Tubatango quando la radio è spenta rende più intelligenti.
TRAGEDIA DURANTE UN ENCUENTRO: Tanguero invita con la mano per scherzo e viene azzannato dal branco. 
SCANDALO AL KREMLINO: italiano va a Mosca e balla soltanto.
FINANZA: Dopo che Noelia aveva indossato per sbaglio una gonna al contrario un tanguero brevetta il marchio “Stortango” e vince il Nobel per l’economia. 
SCIENZA2: ascoltare i Tubatango rende più intelligenti i criceti.
ALLARME TERRORISMO: dj passa una tanda mista ad un encuentro ed é panico tra la folla.
GASTRONOMIA: Bel gesto di Chicho Frumboli che dona mezza merenda e sfama un villaggio africano.
SOCIETÀ: Argentino urla “bravi, bis” durante lo show e i ballerini si fermano perplessi. 
TRAGEDIA SFIORATA AL RADUNO GALATEISTA: tanguero entra in pista armato di due gomiti.
SCIENZA3: nuova teoria sull'estinzione dei dinosauri, a quanto pare un'epidemia esplose fra i dinosauri portandoli al suicidio di massa. La scoperta dopo il ritrovamento del fossile di un disco dei Tubatango. 
SPORT: dal 2017 i massaggi ai piedi durante le maratone saranno considerati doping.
E finiamo con una bella notizia: Incanta il mondo la storia del bambino "super tanguero": Pablito ha solo 2 anni e sa già ballare, suona Biagi al piano e recita la tabellina dell’ocho cortado a memoria.

martedì 10 maggio 2016

Nessun dorma.

La storia che vi voglio raccontare,
é dedicata al saggio e al somarello
solletica l’udito ed il cervello,
e pur qualche cosina può insegnare. 
Scorreva la milonga rilassata,
tra birre, tande e chiacchiere fugaci,
quando mi colse, perso tra rapaci,
lo sguardo conturbante d’una fata.
Non ebbi manco il tempo di pensare,
andai verso la meta a capofitto,
col busto trofio e il passo bello dritto,
surfavo come Cristo sopra il mare.
La preda era gradita ad ogni bestia,
“…non ti curar di loro: la tua strada
lasciala camminare a una mirada”
...e fu così che ci trovammo in pista.
Tra le mie braccia un corpo eccezionale,
buona una spanna sopra la mia altezza,
il collo ricevette una carezza,
mi sciolsi come neve sotto il sale.
Di proferir parola non m’azzardo,
teso come una corda di violino
avrei la voce soave del caprino.
lascio che il tango funga da mio dardo.
E presto son contento della scelta,
la strada presa é proprio quella giusta,
questa sirena sembra una mangusta,
tutta sinuosa e con la mano svelta.
Mi sento come un toro nell’arena,
ma questa volta vince l’animale,
dopo la tanda va verso le scale,
la seguo come fiamma la falena.
Ci ritrovammo soli tra i cappotti,
le dissi “sono Claudio, tu ti chiami?”
si scatenò inatteso lo tsunami:
mi disse “Mina”... ma era Pavarotti.

venerdì 8 aprile 2016

Lo scherzo dell'incendio.

Come quella sera al ristorante: Pugliese era in ritardo come al solito, in genere arrivava durante il secondo giro di asado, e spesso con la patta aperta: “Ragazzi, sto giro m’ ha spompato, ogni tanto dovevo chiederle una pausa, questa c’aveva un ritmo che manco Juan”. Tutti risero, D’Arienzo si mise ad imitare se stesso mentre dirigeva Canaro che simulava un amplesso con Troilo al ritmo del compas. Poi si avvicinò al faccione di Troilo come usava fare con i cantanti e gli lecco via il pezzo di vacio che era gli penzolava dal bordo delle labbra. Troilo lo fulminò con gli occhi facendogli capire che queste cose era meglio non mostrarle in pubblico.
“Allora a chi tocca pagare sto giro?”. La domanda di Troilo, ovattata dalla bocca piena, era retorica e tendenziosa: tutti sapevano che toccava pagare a Canaro e tutti erano curiosi di vedere che scusa avrebbe inventato questa volta per non pagare. “Tocca a Claudio” disse distrattamente Francisco, “Stocazzo” gli risposi, “ io ho pagato venerdì scorso, nun ce prova', sennò ti denuncio alla SIAE”, “Fai pure, tanto l’ho inventata io”, “Lo so, era una battuta scemo” ,“ Dai ragazzi, posso passare questo turno? mia moglie ha visto un divano l’altro giorno, dice che starebbe da Dio nel soggiorno, dice che il vecchio le fa male la schiena… se alzasse un po’ il culo una volta dico io, pure da mangiare mi devo preparare…lo diceva mio padre, se proprio vuoi sposarti, compra un ruminante” , “ Che cazzo di frase é? ” disse Pugliese, “ E che ne so, é morto prima di spiegarmela, ma visto che gli animali non mi piacciono mi sono sposato, ho pensato tanto sempre vacche sono, ahahaha”
D’arienzo approfittò delle risate generali per fare un’occhiolino a Troilo che ricambiò con un sorriso complice e farcito di prezzemolo.
“Facciamo così, paghi tu e io ti arrangio la prossima canzone gratis”, disse Francisco, calcando sul “gratis”. Pugliese ci pensò su e disse “affare fatto, ma sto giro fammi qualcosa di allegro, du palle sempre sta Yumba, perché non me ne scrivi una come le tue, allegretta, leggera… da me ci vengono sempre i gerontofili e tutte le sgnacchere da te, non trombo una ventenne dal ’35” ,“ Se vuoi una canzone come le mie ti tocca comprarmi tutto il ristorante” rispose Canaro anticipando una battuta di un film uscito mezzo secolo dopo.
“Ragazzi, io vado, domani c’ho le prove presto” ,fece Troilo sputando l’ultima costoletta che gli era rimasta tra i canini”, D’Arienzo smise all’istante di fargli il piedino: “Anch’io devo andare, domani ho yoga” gli lasciò i canonici 5 minuti di vantaggio e si alzò celando malamente una romantica erezione… ”Che coppia” disse Canaro con una nota di rimpianto nella voce, "Che trio, vorrai dire" dissi gonfiando le guance e la pancia. 
Ci alzammo tutti, mentre Osvaldo pagava Francisco ci propose ”ragazzi perché non andiamo a fare lo scherzo dell’incendio a Di Sarli?” L’ultima volta a momenti si buttava dalla finestra, fortuna non ha visto che era chiusa…come si dice, non tutti i mali...” 

mercoledì 27 gennaio 2016

Tutto quello che avreste voluto sapere sul tango e non avete mai osato chiedere.

Caro autoproclamato esperto di tango,
 un mio amico collezionista mi ha invitato a casa sua per farmi vedere il CD autografato originale di Canaro. Io non sono sicura di andarci, ho paura, metti che é un collezionista maniaco e mi chiede di vestirmi da Gardel? Io 'ste porcate non le faccio, ma non si può trombare normalmente?
Grazie della risposta,
Frumbolinamorosa '73.
Cara Frumbolinamorosa,
fai bene a diffidare dal tuo amico collezionista, infatti é impossibile che esista un CD con l'autografo di Canaro perché come tutti bene sanno Canaro non sapeva scrivere.
Canaro nacque in una famiglia poverissima, talmente povera che spesso non aveva di che mangiare, pensa che durante la ricreazione era costretto a copiare la digestione dei compagni di classe.
Quando nacque, la levatrice vedendolo disse "sembra un Pirincho" alludendo non all'uccello tropicale come tutti credono, ma a quello di Pedro Pirincho, il postino del barrio che spesso si fermava a leggere le lettere a mamma Canaro.
Canaro si costruì il primo violino da solo, con una latta, un bastone e una puntata di MacGiver. Il risultato fu strabiliante, quel violino riusciva ad emettere un Do bemolle e dichiarare guerra alla Russia contemporaneamente.
Non avendo soldi per pagarsi un insegnate di piano il giovane Canaro passava intere giornate ad osservare Don Alvaro, il questuante della chiesa di San Cispo, un violinista cieco e primo inconsapevole maestro di Pirincho. Guardando come si muovevano agili le dita di Don Alvaro, Canaro apprese una destrezza manuale che gli sarebbe servita per lo sviluppo della sua futura carriera: quando divenne abbastanza svelto fu il primo al quale rubò il piattino coi soldi, iniziando a creare la sua nota fortuna.
Canaro incise 3800 brani, una media di un'incisione al giorno per più di dieci anni di fila. E sempre dello stesso spartito. Le minime differenze che si possono notare tra le diverse registrazioni sono dovute alla scarsa padronanza del solfeggio da parte dei musicisti del tempo, alle libertà interpretative lasciate ai solisti e al fatto che Canaro avesse ingaggiato Don Alvaro come primo violinista.
Canaro fu un grande innovatore: introdusse tante cantanti donne, alcune anche sul palcoscenico ad esibirsi. Creò la SIAE argentina, la milonga portena e i TACOS messicani. Ancora oggi il mondo del tango é diviso tra amanti di Canaro e figli di Troilo.
Canaro morì ricco sfondato, ma la città di Buenos Aires non riconobbe i suoi talenti e non gli dedicò neanche una targhetta commemorativa. La motivazione addotta: tanto non sapeva leggere.
Cara Frumbolinamorosa, studia bene questa biografia così non correrai rischi inutili e anzi, probabilmenteil tuo collezionista vedendoti ferrata in materia deciderà di trombarti senza doverti rendere più attraente camuffandoti da Gardel.
Buona serata e facci sapere come é andata a finire. 
Cordialmente, 
l'autoproclamato esperto di tango.



venerdì 11 dicembre 2015

Viaggi.

Diario di bordo 8325, data astrale venerdì grigio topo.
Alla fine pensavo che a me mi piace scrivere dei miei viaggi, e quando non sono fisici, sono mentali. Che poi pure i mentali sono fisici, nel senso che li senti proprio nel corpo, delle volte. E pure i viaggi fisici son mentali, tipo quando torni da un posto ma con la testa sei rimasto là...boh, alla fine con sto fisico e sto mentale separati, certo che Cartesio si poteva fare un poco di cazzi suoi invece di dicotomizzarci l'esistenza, pensavo. Vabbé...
Per esempio questo viaggio é partito con Buenos Aires, nel senso che pensavo a Buenos Aires e mi facevo delle domande, mi chiedevo " Ma Buenos Aires, ma da dove é venuta fuori Buenos Aires?" e allora sono andato a vedere, c'é proprio la data di quando é venuta fuori Buenos Aires, é stata fondata il 2 febbraio del 1536, e c'é una storia bellissima su come é stata fondata, da questo spagnolo, Pedro de Mendoza, o almeno me la immagino bellissima... Pedro che é un figlio di papà che lascia gli agi della casa per fare l'esploratore, va all'avventura. Ma poi le cose cambiano perché dopo una storia d'amore finita male che ha trovato la sua Beatrice sotto coperta col mozzo, lui diventa cattivo e avaro e vuole fare il governatore delle terre che esplora. Peccato che si becca la tisi da una colona che si era portato in cambusa, e quando trovano Buenos Aires, che ancora non si chiama Buenos Aires, decide di chiamare sto pezzo di terra Buenos Aires, che é la madonna protettrice dei marinai, metti caso l'aiuti a star meglio. Anzi a dire il vero all'inizio l'aveva chiamata una cosa tipo Ciuidad Autonoma de la Plata de la Madonna de la Verguenza de la Vergine de Buenos Aires,più o meno, ma poi lo hanno accorciato che pure gli argentini a una certa devono rompersi le palle di dire 20 nomi di fila, roba che se sbagli il diciannovesimo ti tocca iniziare tutto d'accapo e vaffanculo. E poi mentre pensi alla madonna, alla vergine in cielo, a tutte le vergini che mettiamo nei cieli, che poi ti dici "E per forza che le mettiamo in cielo, sennò a portata di mano sai quanto ci restano vergini?!"... dicevo, mentre pensi alle vergini in cielo ti chiedi: ma da dove viene questa protezione della madonna di buenos aires ai marinai? Nel senso, come mai é proprio la madonna che li protegge? non poteva essere che ne so, San Crepazio protettore dei marinai, o San Vitruvio protettore dei marinai...Invece no, é proprio la madonna, e allora cerchi e trovi una storia ancora più bella, sulla Madonna di Bonaria, in Sardegna, che c'é una leggenda che dice che una cassa, buttata da una nave insieme a tutto il resto del carico per salvare la nave da una tempesta, fosse finalmente approdata sulle coste della Sardegna, e li nessuno riusciva ad aprirla o sollevarla, a parte i Frati che vivevano in un monastero sul colle Bonaria, dove portarono la cassa, la aprirono e trovarono una statua della Madonna che divenne la Madonna di Bonaria, protettrice dei marinai. La leggenda é molto più lunga, l'ho accorciata perché questa é la leggenda in versione clericale, purificata, io credo che se ne possano immaginare altre di più realistiche, anzi, credo che le cose siano andate proprio diversamente... Ai tempi, si parla del 1370, non era raro che l'equipaggio di una nave nascondesse una donna a bordo, nella stiva, per farla uscire alla bisogna dei marinai. Metti che nel trambusto del nubifragio abbiano buttato via pure la cassa con la povera ragazza, e la frittata é fatta. Ma la cassa fortunatamente non affonda ed approda in Sardegna. Un fraticello che stava raccogliendo i granchi sulla spiaggia, si sa che dopo il nubifragio si trovano tante cose sulla spiaggia, trova anche la cassa, si avvicina, scavicchia ma non apre e vede la fanciulla senza sensi e senza veli. "Oibò, questa povera giovine indifesa bottanazza abbisogna d'aiutanza, 'spetta che corro ad appellar li compagni mei". Inzerra bene la cassa e corre a lo monastero, tosto torna con li frati suoi compagni...e da quel giorno la ragazza terrà compagnia ai frati, che diranno a lo popolo 'gnurante che dalla cassa c'é uscita 'na Madonna... il resto é leggenda.

venerdì 17 luglio 2015

Perché é importante allacciarsi le scarpe per ballare il tango e come farlo correttamente.

Allacciarsi le scarpe é un passo importante nell’apprendimento del tango, é uno di quegli ostacoli che una volta superato ti darà la possibilità di imparare tanti nuove figure. Se seguirai passo passo le mie indicazioni forse anche tu un giorno potrai allacciarti le scarpe correttamente come un tanguero navigato.Quindi coraggio e al lavoro!
La prima cosa da controllare quando ti allacci le scarpe é il timing: sei sicuro che stai allacciando le scarpe DOPO e non PRIMA averci messo i piedi dentro?
Sembrerà sciocco ma in 178 anni di tango ho visto tante persone buttare via soldi in stage, lezioni private e festival solo perché allacciavano le scarpe prima di infilarci i piedi. Una ragazza venne da me disperata, ormai aveva imparato questa abitudine scorretta, ci sono voluti mesi di private per insegnarle il timing corretto dell’allacciada.
La seconda cosa a cui prestare attenzione é il ruolo: sei sicuro che stai infilando il piede nella scarpa giusta? Devi sapere che in quanto ominidi abbiamo 2 piedi: il destro, situato proprio alla fine della gamba destra, e il “non destro” , che convenzionalmente chiameremo “sinistro” . Ad un occhio inesperto come il tuo potranno sembrare uguali, ma come non ci sono 2 identiche gocce d’acqua nel mare, così non esistono 2 piedi uguali in milonga. Sfortunatamente non ci sono etichette sui piedi e i diversi stili di tango non ci aiutano nel riconoscerli. Ma non disperare e prendi ispirazione dal mondo e dai grandi del passato: come diceva spesso Dostoevsky: “dov’é il bagno?”, usa anche tu la stessa frase, oggi sappiamo che il bagno é sempre “in fondo a destra” , in questo modo potrai trovare il tuo piede destro, sarà quello più vicino al cesso. Facile, no?
Visto che le scarpe non hanno bisogno di andare in bagno non possiamo usare lo stesso metodo per riconoscerle, ma non preoccuparti, ho inventato un metodo facile e pratico, che potrai imparare durante i miei seminari.
Bene, ora che hai infilato il piede nella scarpa giusta sei pronto per l’allacciada. Ricorda che la scarpa non può prevedere i tuoi movimenti e non sa cosa stai facendo, quindi sii attento e chiaro, gli scienziati di Boston hanno scoperto che una scarpa cosciente é più motivata ed efficace di una scarpa inconsapevole.
La tecnica specifica per allacciare le scarpe é diversa da uomo a “non uomo” che convenzionalmente chiameremo “donna”. Se sei uomo troverai le estremità di un filo uscire dalla tua scarpa, Mantieni la calma, é normale all’inizio. é proprio questo oggetto che ti permetterà di penetrare con fluidità all’interno e una volta entrato ti si àncora al piede non ti molla più. Potremmo dire che é l’equivalente dell’anello di nozze in una coppia.
Il “non uomo”, altrimenti detto “donna” dovrà sviluppare destrezza per riuscire ad allacciare le scarpe e al contempo mostrare la coscia alle prede della milonga, facendo così impennare la possibilità di ballo, e non solo quella.
Per maggiori approfondimenti sull’argomento puoi consultare i miei saggi “L’allacciada, tra cuore e metatarso”, “ Tacchi e milonga: viaggio storico, da Gardel al rocchetto” “ Epistemologia della soletta” .