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sabato 9 luglio 2016

Tangonews.

SCIENZA: Ascoltare i Tubatango quando la radio è spenta rende più intelligenti.
TRAGEDIA DURANTE UN ENCUENTRO: Tanguero invita con la mano per scherzo e viene azzannato dal branco. 
SCANDALO AL KREMLINO: italiano va a Mosca e balla soltanto.
FINANZA: Dopo che Noelia aveva indossato per sbaglio una gonna al contrario un tanguero brevetta il marchio “Stortango” e vince il Nobel per l’economia. 
SCIENZA2: ascoltare i Tubatango rende più intelligenti i criceti.
ALLARME TERRORISMO: dj passa una tanda mista ad un encuentro ed é panico tra la folla.
GASTRONOMIA: Bel gesto di Chicho Frumboli che dona mezza merenda e sfama un villaggio africano.
SOCIETÀ: Argentino urla “bravi, bis” durante lo show e i ballerini si fermano perplessi. 
TRAGEDIA SFIORATA AL RADUNO GALATEISTA: tanguero entra in pista armato di due gomiti.
SCIENZA3: nuova teoria sull'estinzione dei dinosauri, a quanto pare un'epidemia esplose fra i dinosauri portandoli al suicidio di massa. La scoperta dopo il ritrovamento del fossile di un disco dei Tubatango. 
SPORT: dal 2017 i massaggi ai piedi durante le maratone saranno considerati doping.
E finiamo con una bella notizia: Incanta il mondo la storia del bambino "super tanguero": Pablito ha solo 2 anni e sa già ballare, suona Biagi al piano e recita la tabellina dell’ocho cortado a memoria.

martedì 10 maggio 2016

Nessun dorma.

La storia che vi voglio raccontare,
é dedicata al saggio e al somarello
solletica l’udito ed il cervello,
e pur qualche cosina può insegnare. 
Scorreva la milonga rilassata,
tra birre, tande e chiacchiere fugaci,
quando mi colse, perso tra rapaci,
lo sguardo conturbante d’una fata.
Non ebbi manco il tempo di pensare,
andai verso la meta a capofitto,
col busto trofio e il passo bello dritto,
surfavo come Cristo sopra il mare.
La preda era gradita ad ogni bestia,
“…non ti curar di loro: la tua strada
lasciala camminare a una mirada”
...e fu così che ci trovammo in pista.
Tra le mie braccia un corpo eccezionale,
buona una spanna sopra la mia altezza,
il collo ricevette una carezza,
mi sciolsi come neve sotto il sale.
Di proferir parola non m’azzardo,
teso come una corda di violino
avrei la voce soave del caprino.
lascio che il tango funga da mio dardo.
E presto son contento della scelta,
la strada presa é proprio quella giusta,
questa sirena sembra una mangusta,
tutta sinuosa e con la mano svelta.
Mi sento come un toro nell’arena,
ma questa volta vince l’animale,
dopo la tanda va verso le scale,
la seguo come fiamma la falena.
Ci ritrovammo soli tra i cappotti,
le dissi “sono Claudio, tu ti chiami?”
si scatenò inatteso lo tsunami:
mi disse “Mina”... ma era Pavarotti.

venerdì 8 aprile 2016

Lo scherzo dell'incendio.

Come quella sera al ristorante: Pugliese era in ritardo come al solito, in genere arrivava durante il secondo giro di asado, e spesso con la patta aperta: “Ragazzi, sto giro m’ ha spompato, ogni tanto dovevo chiederle una pausa, questa c’aveva un ritmo che manco Juan”. Tutti risero, D’Arienzo si mise ad imitare se stesso mentre dirigeva Canaro che simulava un amplesso con Troilo al ritmo del compas. Poi si avvicinò al faccione di Troilo come usava fare con i cantanti e gli lecco via il pezzo di vacio che era gli penzolava dal bordo delle labbra. Troilo lo fulminò con gli occhi facendogli capire che queste cose era meglio non mostrarle in pubblico.
“Allora a chi tocca pagare sto giro?”. La domanda di Troilo, ovattata dalla bocca piena, era retorica e tendenziosa: tutti sapevano che toccava pagare a Canaro e tutti erano curiosi di vedere che scusa avrebbe inventato questa volta per non pagare. “Tocca a Claudio” disse distrattamente Francisco, “Stocazzo” gli risposi, “ io ho pagato venerdì scorso, nun ce prova', sennò ti denuncio alla SIAE”, “Fai pure, tanto l’ho inventata io”, “Lo so, era una battuta scemo” ,“ Dai ragazzi, posso passare questo turno? mia moglie ha visto un divano l’altro giorno, dice che starebbe da Dio nel soggiorno, dice che il vecchio le fa male la schiena… se alzasse un po’ il culo una volta dico io, pure da mangiare mi devo preparare…lo diceva mio padre, se proprio vuoi sposarti, compra un ruminante” , “ Che cazzo di frase é? ” disse Pugliese, “ E che ne so, é morto prima di spiegarmela, ma visto che gli animali non mi piacciono mi sono sposato, ho pensato tanto sempre vacche sono, ahahaha”
D’arienzo approfittò delle risate generali per fare un’occhiolino a Troilo che ricambiò con un sorriso complice e farcito di prezzemolo.
“Facciamo così, paghi tu e io ti arrangio la prossima canzone gratis”, disse Francisco, calcando sul “gratis”. Pugliese ci pensò su e disse “affare fatto, ma sto giro fammi qualcosa di allegro, du palle sempre sta Yumba, perché non me ne scrivi una come le tue, allegretta, leggera… da me ci vengono sempre i gerontofili e tutte le sgnacchere da te, non trombo una ventenne dal ’35” ,“ Se vuoi una canzone come le mie ti tocca comprarmi tutto il ristorante” rispose Canaro anticipando una battuta di un film uscito mezzo secolo dopo.
“Ragazzi, io vado, domani c’ho le prove presto” ,fece Troilo sputando l’ultima costoletta che gli era rimasta tra i canini”, D’Arienzo smise all’istante di fargli il piedino: “Anch’io devo andare, domani ho yoga” gli lasciò i canonici 5 minuti di vantaggio e si alzò celando malamente una romantica erezione… ”Che coppia” disse Canaro con una nota di rimpianto nella voce, "Che trio, vorrai dire" dissi gonfiando le guance e la pancia. 
Ci alzammo tutti, mentre Osvaldo pagava Francisco ci propose ”ragazzi perché non andiamo a fare lo scherzo dell’incendio a Di Sarli?” L’ultima volta a momenti si buttava dalla finestra, fortuna non ha visto che era chiusa…come si dice, non tutti i mali...” 

mercoledì 27 gennaio 2016

Tutto quello che avreste voluto sapere sul tango e non avete mai osato chiedere.

Caro autoproclamato esperto di tango,
 un mio amico collezionista mi ha invitato a casa sua per farmi vedere il CD autografato originale di Canaro. Io non sono sicura di andarci, ho paura, metti che é un collezionista maniaco e mi chiede di vestirmi da Gardel? Io 'ste porcate non le faccio, ma non si può trombare normalmente?
Grazie della risposta,
Frumbolinamorosa '73.
Cara Frumbolinamorosa,
fai bene a diffidare dal tuo amico collezionista, infatti é impossibile che esista un CD con l'autografo di Canaro perché come tutti bene sanno Canaro non sapeva scrivere.
Canaro nacque in una famiglia poverissima, talmente povera che spesso non aveva di che mangiare, pensa che durante la ricreazione era costretto a copiare la digestione dei compagni di classe.
Quando nacque, la levatrice vedendolo disse "sembra un Pirincho" alludendo non all'uccello tropicale come tutti credono, ma a quello di Pedro Pirincho, il postino del barrio che spesso si fermava a leggere le lettere a mamma Canaro.
Canaro si costruì il primo violino da solo, con una latta, un bastone e una puntata di MacGiver. Il risultato fu strabiliante, quel violino riusciva ad emettere un Do bemolle e dichiarare guerra alla Russia contemporaneamente.
Non avendo soldi per pagarsi un insegnate di piano il giovane Canaro passava intere giornate ad osservare Don Alvaro, il questuante della chiesa di San Cispo, un violinista cieco e primo inconsapevole maestro di Pirincho. Guardando come si muovevano agili le dita di Don Alvaro, Canaro apprese una destrezza manuale che gli sarebbe servita per lo sviluppo della sua futura carriera: quando divenne abbastanza svelto fu il primo al quale rubò il piattino coi soldi, iniziando a creare la sua nota fortuna.
Canaro incise 3800 brani, una media di un'incisione al giorno per più di dieci anni di fila. E sempre dello stesso spartito. Le minime differenze che si possono notare tra le diverse registrazioni sono dovute alla scarsa padronanza del solfeggio da parte dei musicisti del tempo, alle libertà interpretative lasciate ai solisti e al fatto che Canaro avesse ingaggiato Don Alvaro come primo violinista.
Canaro fu un grande innovatore: introdusse tante cantanti donne, alcune anche sul palcoscenico ad esibirsi. Creò la SIAE argentina, la milonga portena e i TACOS messicani. Ancora oggi il mondo del tango é diviso tra amanti di Canaro e figli di Troilo.
Canaro morì ricco sfondato, ma la città di Buenos Aires non riconobbe i suoi talenti e non gli dedicò neanche una targhetta commemorativa. La motivazione addotta: tanto non sapeva leggere.
Cara Frumbolinamorosa, studia bene questa biografia così non correrai rischi inutili e anzi, probabilmenteil tuo collezionista vedendoti ferrata in materia deciderà di trombarti senza doverti rendere più attraente camuffandoti da Gardel.
Buona serata e facci sapere come é andata a finire. 
Cordialmente, 
l'autoproclamato esperto di tango.



venerdì 11 dicembre 2015

Viaggi.

Diario di bordo 8325, data astrale venerdì grigio topo.
Alla fine pensavo che a me mi piace scrivere dei miei viaggi, e quando non sono fisici, sono mentali. Che poi pure i mentali sono fisici, nel senso che li senti proprio nel corpo, delle volte. E pure i viaggi fisici son mentali, tipo quando torni da un posto ma con la testa sei rimasto là...boh, alla fine con sto fisico e sto mentale separati, certo che Cartesio si poteva fare un poco di cazzi suoi invece di dicotomizzarci l'esistenza, pensavo. Vabbé...
Per esempio questo viaggio é partito con Buenos Aires, nel senso che pensavo a Buenos Aires e mi facevo delle domande, mi chiedevo " Ma Buenos Aires, ma da dove é venuta fuori Buenos Aires?" e allora sono andato a vedere, c'é proprio la data di quando é venuta fuori Buenos Aires, é stata fondata il 2 febbraio del 1536, e c'é una storia bellissima su come é stata fondata, da questo spagnolo, Pedro de Mendoza, o almeno me la immagino bellissima... Pedro che é un figlio di papà che lascia gli agi della casa per fare l'esploratore, va all'avventura. Ma poi le cose cambiano perché dopo una storia d'amore finita male che ha trovato la sua Beatrice sotto coperta col mozzo, lui diventa cattivo e avaro e vuole fare il governatore delle terre che esplora. Peccato che si becca la tisi da una colona che si era portato in cambusa, e quando trovano Buenos Aires, che ancora non si chiama Buenos Aires, decide di chiamare sto pezzo di terra Buenos Aires, che é la madonna protettrice dei marinai, metti caso l'aiuti a star meglio. Anzi a dire il vero all'inizio l'aveva chiamata una cosa tipo Ciuidad Autonoma de la Plata de la Madonna de la Verguenza de la Vergine de Buenos Aires,più o meno, ma poi lo hanno accorciato che pure gli argentini a una certa devono rompersi le palle di dire 20 nomi di fila, roba che se sbagli il diciannovesimo ti tocca iniziare tutto d'accapo e vaffanculo. E poi mentre pensi alla madonna, alla vergine in cielo, a tutte le vergini che mettiamo nei cieli, che poi ti dici "E per forza che le mettiamo in cielo, sennò a portata di mano sai quanto ci restano vergini?!"... dicevo, mentre pensi alle vergini in cielo ti chiedi: ma da dove viene questa protezione della madonna di buenos aires ai marinai? Nel senso, come mai é proprio la madonna che li protegge? non poteva essere che ne so, San Crepazio protettore dei marinai, o San Vitruvio protettore dei marinai...Invece no, é proprio la madonna, e allora cerchi e trovi una storia ancora più bella, sulla Madonna di Bonaria, in Sardegna, che c'é una leggenda che dice che una cassa, buttata da una nave insieme a tutto il resto del carico per salvare la nave da una tempesta, fosse finalmente approdata sulle coste della Sardegna, e li nessuno riusciva ad aprirla o sollevarla, a parte i Frati che vivevano in un monastero sul colle Bonaria, dove portarono la cassa, la aprirono e trovarono una statua della Madonna che divenne la Madonna di Bonaria, protettrice dei marinai. La leggenda é molto più lunga, l'ho accorciata perché questa é la leggenda in versione clericale, purificata, io credo che se ne possano immaginare altre di più realistiche, anzi, credo che le cose siano andate proprio diversamente... Ai tempi, si parla del 1370, non era raro che l'equipaggio di una nave nascondesse una donna a bordo, nella stiva, per farla uscire alla bisogna dei marinai. Metti che nel trambusto del nubifragio abbiano buttato via pure la cassa con la povera ragazza, e la frittata é fatta. Ma la cassa fortunatamente non affonda ed approda in Sardegna. Un fraticello che stava raccogliendo i granchi sulla spiaggia, si sa che dopo il nubifragio si trovano tante cose sulla spiaggia, trova anche la cassa, si avvicina, scavicchia ma non apre e vede la fanciulla senza sensi e senza veli. "Oibò, questa povera giovine indifesa bottanazza abbisogna d'aiutanza, 'spetta che corro ad appellar li compagni mei". Inzerra bene la cassa e corre a lo monastero, tosto torna con li frati suoi compagni...e da quel giorno la ragazza terrà compagnia ai frati, che diranno a lo popolo 'gnurante che dalla cassa c'é uscita 'na Madonna... il resto é leggenda.

venerdì 17 luglio 2015

Perché é importante allacciarsi le scarpe per ballare il tango e come farlo correttamente.

Allacciarsi le scarpe é un passo importante nell’apprendimento del tango, é uno di quegli ostacoli che una volta superato ti darà la possibilità di imparare tanti nuove figure. Se seguirai passo passo le mie indicazioni forse anche tu un giorno potrai allacciarti le scarpe correttamente come un tanguero navigato.Quindi coraggio e al lavoro!
La prima cosa da controllare quando ti allacci le scarpe é il timing: sei sicuro che stai allacciando le scarpe DOPO e non PRIMA averci messo i piedi dentro?
Sembrerà sciocco ma in 178 anni di tango ho visto tante persone buttare via soldi in stage, lezioni private e festival solo perché allacciavano le scarpe prima di infilarci i piedi. Una ragazza venne da me disperata, ormai aveva imparato questa abitudine scorretta, ci sono voluti mesi di private per insegnarle il timing corretto dell’allacciada.
La seconda cosa a cui prestare attenzione é il ruolo: sei sicuro che stai infilando il piede nella scarpa giusta? Devi sapere che in quanto ominidi abbiamo 2 piedi: il destro, situato proprio alla fine della gamba destra, e il “non destro” , che convenzionalmente chiameremo “sinistro” . Ad un occhio inesperto come il tuo potranno sembrare uguali, ma come non ci sono 2 identiche gocce d’acqua nel mare, così non esistono 2 piedi uguali in milonga. Sfortunatamente non ci sono etichette sui piedi e i diversi stili di tango non ci aiutano nel riconoscerli. Ma non disperare e prendi ispirazione dal mondo e dai grandi del passato: come diceva spesso Dostoevsky: “dov’é il bagno?”, usa anche tu la stessa frase, oggi sappiamo che il bagno é sempre “in fondo a destra” , in questo modo potrai trovare il tuo piede destro, sarà quello più vicino al cesso. Facile, no?
Visto che le scarpe non hanno bisogno di andare in bagno non possiamo usare lo stesso metodo per riconoscerle, ma non preoccuparti, ho inventato un metodo facile e pratico, che potrai imparare durante i miei seminari.
Bene, ora che hai infilato il piede nella scarpa giusta sei pronto per l’allacciada. Ricorda che la scarpa non può prevedere i tuoi movimenti e non sa cosa stai facendo, quindi sii attento e chiaro, gli scienziati di Boston hanno scoperto che una scarpa cosciente é più motivata ed efficace di una scarpa inconsapevole.
La tecnica specifica per allacciare le scarpe é diversa da uomo a “non uomo” che convenzionalmente chiameremo “donna”. Se sei uomo troverai le estremità di un filo uscire dalla tua scarpa, Mantieni la calma, é normale all’inizio. é proprio questo oggetto che ti permetterà di penetrare con fluidità all’interno e una volta entrato ti si àncora al piede non ti molla più. Potremmo dire che é l’equivalente dell’anello di nozze in una coppia.
Il “non uomo”, altrimenti detto “donna” dovrà sviluppare destrezza per riuscire ad allacciare le scarpe e al contempo mostrare la coscia alle prede della milonga, facendo così impennare la possibilità di ballo, e non solo quella.
Per maggiori approfondimenti sull’argomento puoi consultare i miei saggi “L’allacciada, tra cuore e metatarso”, “ Tacchi e milonga: viaggio storico, da Gardel al rocchetto” “ Epistemologia della soletta” .

mercoledì 6 maggio 2015

Il mio turno alla cassa.

E niente, domenica facevo il mio turno alla cassa bello tranquillo, fino a quando arrivano non uno, non due, non tre, ma ben cinque argentini! A dire il vero ce n'erano di più di argentini, ma questi magnifici 5 si distinguevano dagli altri argentini specialmente per una cosa: tutti, indipendentemente l'uno dall'altro, senza neanche conoscersi, tutti erano d'accordo sul fatto che non dovevano pagare!
Che tu già da lontano li vedi che quelli sono argentini, tutti belli vestiti da argentini, coi capelli argentini, i denti argentini,che quando arrivano alla cassa ti dici "questi sono argentini", e infatti appena arrivano ti sparano una caravanata di nomi: " Ola, yo soy Gustavo Francisco Madera del Montecristo y ella es Guillermina de la Rosa deflorada de la Pampa en Cavolflor" che tu non sai se dirgli "Olé" o " sticazzi".
Poi il secondo passo che fanno é quello di sciorinarti le conoscenze: "yo soy amigo de Francois" che é come dire a Napoli: " salutami a Ciro".
Ultima tappa: il CV " Trabacamos con Gonzales, Jimenes, Calazzi, Piqué... avemos bailado nel Salon Canning, a La Viruta, al Beso..." e tu a pensare " guarda, ti pago io, basta che te ne vai che hai fatto più coda tu che una lambretta sulla Salerno-Reggio Calabria".
E poi...niente! Si mettono li e aspettano sorridenti, coi loro vestiti e coi loro denti argentini, e tu lo sai che aspettano che li inviti, anzi senti chiaramente che secondo loro tu dovresti sentirti onorato ad averli gratis da te, anche se in realtà tu vorresti farli pagare a nome " Allora siete: Gustavo, Francesco, Madera, Montecristo, Guillerma, Mina, la Rosa e la Pampa...facciamo 70 euro, sconto comitiva!"'
E niente, a me sta cosa che alcuni argentini non vogliono pagare mi fa un po' incazzare, non per niente, giusto per l'arroganza... Ecco, mi son sfogato, mi sento già meglio, anzi, sapete cosa vi dico? In fondo hanno ragione loro, per questo da domani quando andrò in pizzeria mi vesto Armani, metto su i denti patriottici, faccia a culo e vai di quattrostagioni aggratis!

lunedì 5 gennaio 2015

Ce l'ho fatta!

Finalmente ce l'ho fatta. Conosco tutti i passi di tango: 6367 per la precisione.
Ho fatto le salide in tutti i sistemi, da un lato e dalĺ´altro, le sacade tutte, anche la quarta para atras. Riesco a portare la donna fuoriasse fino a 47 gradi e il mio passo é di 7 cm più lungo di quello dei milongueri medi. Giri, enrosque, boleos in controtempo, ballo nello stretto o in abbraccio aperto. 
Ma allora perché ancora mi dice di no? 
Eppure é stata chiara: "ballerò con te quando saprai cos'é davvero il tango". Ora lo so, anche le canzoni ho imparato, ma lei non mi balla lo stesso. 
Peccato, a saperlo che non ballava avrei fatto pure altre cose. Tipo divertirmi. 
Ma vaffanculo và.

martedì 9 dicembre 2014

Nuntio vobis gaudium magnum (I have a dream)

Roma, diciassette dicembre duemilaquattordici...

Care sorelle tanghere e cari fratelli tangueri,
gracias por la ronda de cumpleaños, era dal '48 che non mi divertivo così,
anche se avrei preferido un vals de Biagi, ma va bene lo stesso, Dio perdona tutti i dj...se non mesclano le orchestre, claro!
È stato un evento belissimo, una energia che spaccava...questo giorno ci ha insegnato che tutti, credenti, atei, milongueros, nuevisti, todos possono ritrovarsi insieme, uniti in una ronda d'amore, se si balla aggratis.
Spero di vedervi l'anno prossimo, con gli stessi sorrisi, gli stessi abbracci e soprattutto gli stessi vestiti sennò chi ve requerda a voi chichas, che una sera siete rosse, il giorno dopo vestite in giallo, e poi noi facciamo le figure de nada, che non ci recordiamo che avemos bailado el dia prima con vos.
Grazie a tutti e ricordatevi che il tango é italianooooooo! E ahora, Fernet-cola por todo el mundo, offre...la questua di San Crepazio, io prendo li sordi e voi v'attaccate a...alleluia alleluiaaaa...

mercoledì 26 novembre 2014

Origini

E basta con ste polemiche infantili sulle origini del tango. E se ce lo giocassimo a tressette?

Il problema é che da oggi dovremo dire "CARLOS DI SARLI, figlio di...puttana!"

Il tango é un pensiero triste che offende.

Ora non voglio essere nazionalista, ma le origini italiane nel sangue argentino sono evidenti: basta vedere come s'incazzano per niente!

Voglio dire: un pazzo dice che il tango argentino -Huston, ripeto, ARGENTINO-  é italiano... e loro a dargli tutta questa importanza, come se stesse dicendo qualcosa di sensato! E come se qualcuno venisse da noi, dicesse che é l'unto del Signore e...

E poi, cari argentini datevi una calmata! Vi lamentate che c'é un italiano che dice che il tango argentino é italiano. E che dovremmo dire noi? A Roma gira un argentino vestito di bianco che dice di parlare con Dio...

Alla fine dei conti questa discussione mi ha fatto capire delle cose: il tango é argentino, la pizza é italiana, la superbia é senza frontiere.