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domenica 17 febbraio 2013

Una cosa innata

Qualche anno fa per le milonghe di Cesena girava la signora Mariantonia Stambazzi, che tutti chiamavano Mariantonia Sticazzi, cioè, non direttamente a lei, no, lo dicevano da dietro, piano, senza offenderla, anche se il soprannome era meritato, visto che Stambazzi diceva sempre no, a tutti,  diceva si solo ai maestri, agli argentini e ai maestri argentini.
Allora il Cervi una volta che aveva bevuto un po' più del solito, che già di solito lui beveva abbastanza,  ci disse Ora vado ad invitare la Sticazzi, e io Ma che vai a fare tanto ti dice di no, e anche Michele Romani, che ogni tanto ci ballava  perché dava un corso il martedì sera nella sala polivalente Berlinguer, gli disse lascia stare, tempo perso, ma lui insisteva, Io ci vado. Allora all'inizio della tanda il Cervi chiese Che orchestra é, e il Bonetti che era il più ferrato E`Calo/Iriarte, e il Cervi allora andò dalla Sticazzi e le disse Ci facciamo sto' Calo'/Iriarte?
Lei, non c'é neanche bisogno di dirlo, disse no; ma lui questa volta, che era anche un po' più bevuto del solito, insisté: Perché no? e la Stambazzi che non era una di quelle che addolcisce la pillola, non é una di quelle che dicono "Ho male ai piedi", oppure "Ora no, magari dopo", che tu lo sai che probabilmente non ha male ai piedi oppure che magari dopo sarà andata via, la Stambazzi gli disse Vedi, il tango non é per tutti, é una cosa innata, o ce l'hai o non ce l'hai. Tu potrai prendere tutte le lezioni che vuoi ma non sarai mai un bravo tanguero. È una cosa genetica, non puoi farci niente, é scritto nel DNA.
-E tu leggi il DNA?
-Si: basta vederti ballare per capirlo.
Piano piano io il Bonetti e il Romani c'eravamo avvicinati, perché col Cervi non si sa mai, che é un tipo un po' sanguigno. Una volta dopo che si era scontrato in pista, all'altro che gli dava addosso per fare il bello davanti alla ballerina, il Cervi gli afferrò i capelli e senza accorgersene si trovò con una ciocca di capelli fra le dita; invece questa volta non disse niente, non fece niente, questa volta il Cervi si girò, andò al bar e si prese un bicchiere di Sangiovese, e poi si chiuse in bagno. Noi che avevamo visto tutto pensavamo "Che stronza" e il Romani come se avesse letto il pensiero di tutti lo disse proprio "Che stronza".
Solo che poi non sapevamo che fare perché il Cervi non si vedeva, non sapevamo se andare in bagno a vedere come stava, a rincuorarlo, perché erano passati dieci minuti che era in bagno e il Cervi ancora non usciva, dicevamo forse piange, o vomita, e stavo quasi per andare a vedere che fine aveva fatto ma proprio allora lo vedemmo venire fuori dal bagno che andava dritto dalla Stambazzi e le posava davanti il suo bicchiere che aveva svuotato del Sangiovese e rimpiazzato con una buona dose di sperma e le disse Tieni, casomai stanotte non prendi sonno, così hai qualcosa da leggere.
Oh, da allora la Stambazzi non si é mica più vista in milonga.